OSPITALETTO SUL PODIO DELL'INQUINAMENTO DA PCB.           Il Sindaco e l’Assessore all’ambiente lo sanno?

Martedì 2 dicembre 2014, presso l’Auditorium del Museo di scienze di Via Ozanam 4 a Brescia, si è tenuto il seminario “Acciaio e microinquinanti: un percorso verso la sostenibilità ambientale in Provincia di Brescia” organizzato dal dipartimento bresciano di ARPA Lombardia, nel corso del quale sono stati resi pubblici i dati di monitoraggio ambientale delle acciaierie elaborati dall’Agenzia.

Durante il seminario è stato presentato lo studio di Francesco Bonomi, Gaia Bramanti e Tiziana Frassi dal titolo:

«Emissioni di diossine, furani e PCB nel comparto bresciano dell’acciaio».

 

La provincia di Brescia è notoriamente la patria del tondino e dei 38 impianti siderurgici che insistono sul territorio nazionale, ben 13 si trovano in provincia di Brescia.

Nel 2005 AIB – Associazione Industriale Bresciane e attività produttive della metallurgia secondaria che, come materia prima, utilizza i rottami (svolta tipicamente nel territorio bresciano nei quattro settori produttivi dell’acciaio, ghisa, alluminio ed ottone) costituirono

Società consortile per le ricerche ambientali per la metallurgia s.r.l.

 

che oggi associa, oltre ad AIB, 23 aziende bresciane, comprese tutte quelle titolari dei 13 impianti siderurgici che si trovano in provincia di Brescia.

Queste aziende negli ultimi tre anni hanno ridotto moltissimo i veleni in uscita nell’aria, da quando il consorzio Ramet ha deciso di installare, in anticipo sulle norme europee, tecnologie d’avanguardia.

Eppure, vista la mole dei rottami fusi (la metà dell’intera nazione), anche se sempre più puliti da scorie plastiche e oleose, il problema resta.

Infatti gli apparati con filtri a carboni attivi installati trattengono molto bene le diossine (abbattute dell’80 per cento) ma non altrettanto i policlorobifenili, i PCB (che lo scorso anno sono stati – tutti – classificati come cancerogeni dalla IARC) che Brescia ben conosce, viste le 150 tonnellate che, in cinquant’anni, dalla Caffaro sono finite nei terreni e nei fossi.

Nonostante la pericolosità di questi composti chimici, purtroppo, ad oggi in Europa non esiste un limite alla loro emissione in atmosfera.

Tra quelli analizzati, gli impianti produttivi che registrano la maggior emissione di PCB in seguito all’impiego dei carboni attivi sono quelli di Calvisano (circa 4 chilogrammi all’anno), Odolo (circa 3 chilogrammi all’anno) e Ospitaletto (poco meno di 2 chilogrammi all’anno).

Non va nemmeno sottovalutato che l’utilizzo dei carboni attivi per l’abbattimento degli inquinanti è stato introdotto dalle 13 aziende siderurgiche aderenti al consorzio Ramet solo nel 2012 e che, prima di quella data, sono ipotizzabili emissioni di questi composti persistenti in quantità decisamente maggiori.

L’eco dei risultati dello studio dei funzionari dell’ARPA Lombardia Dipartimento di Brescia è giunta, quasi immediatamente, in Parlamento, dove i Deputati bresciani del MoVimento 5 Stelle Ferdinando ALBERTI, Tatiana BASILIO, Claudio COMINARDI e Girgis  Giorgio SORIAL hanno presentato l’interrogazione a risposta scritta 4-07190

mentre il Senatore bresciano Vito CRIMI, unitamente ad altri 19 Senatori dello stesso gruppo parlamentare, ha presentato analogo testo in forma di Atto di Sindacato Ispettivo (Atto n° 4-03124).

Come abbiamo visto, Ospitaletto si colloca sul podio di questi record negativi, vedendosi riconosciuta la per nulla invidiata medaglia di bronzo per inquinamento da PCB prodotto dai 13 impianti siderurgici analizzati.

Da anni, lo facemmo anche quando eravamo coordinamento e parte attiva del comitato che, oggi, pare soggiogato a logiche partitiche di invasione e occupazione politica della maggioranza che siede in Consiglio comunale, andiamo dicendo della pessima situazione ambientale in cui versa Ospitaletto e, nello specifico, della pessima  qualità dell’aria che respiriamo.

Lo studio reso noto dall’ARPA conferma la nostra valutazione e vorremmo anche noi porre qualche domanda al Sindaco Sarnico e all’Assessore Antonini cui compete, tra le altre, la delega in materia ambientale, entrambi principali promotori del neo approvato PGT del Comune di Ospitaletto; chissà che qualche eletto voglia riproporle quale interrogazione in Consiglio comunale.

Sarnico e Antonini saranno a conoscenza di questo studio, si saranno resi conto che quanto sostenevano quando erano all’opposizione in merito alla situazione ambientale e alla qualità dell’aria di Ospitaletto non erano pure speculazioni politiche e che, ora che sono loro maggioranza, la realtà non è cambiata, il disastro ambientale persiste, gli attori sono ancora quelli e che, almeno in una prospettiva di medio termine, servono scelte politiche coraggiose a difesa della salute degli abitanti di Ospitaletto?

Speriamo che, almeno, abbiano letto del convegno e dello studio pubblicato e che, come stiamo facendo noi di CivicaMente, si siano almeno attivati per avere copia dello studio.

Che, invece, si siano resi conto che il disastro ambientale persiste, che gli attori siano ancora gli stessi e che servano scelte politiche coraggiose a difesa della salute pubblica, sinceramente, abbiamo fortissimi dubbi.

Ne sono recentissime dimostrazioni la gestione, a dir poco facilona e per nulla attenta a soggetti particolarmente vulnerabili, della, pur in se lodevole, rimozione della copertura in amianto della palestra di via Serlini, parte del plesso della scuola materna comunale, o la minimizzazione della presenza di nitrati nell’acqua della rete idrica comunale, legalmente potabile ma con valori INDISCUTIBILMENTE prossimi al livelli massimi consentiti dalla normativa vigente.

Altri e ancor più significativi elementi ci fanno però dire che, più di non esserne resi conto, Sindaco ed Assessore hanno a cuore questioni ben diverse dalla salute dei loro amministrati.

Questioni che si legano a filo doppio con quanto da entrambi patrocinato e introdotto nel Piano di Governo del Territorio, recentemente approvato con il voto della sola maggioranza consiliare.

Senza entrare nel merito di tanti altri elementi del PGT assai discutibili, vorremmo soffermarci in questa sede solo sulla trasformazione di un’area agricola a sud della circonvallazione, confinante con un'azienda siderurgica.

Avevamo fortemente contrastato tale scellerato intervento, che prevede la trasformazione del terreno agricolo in area per attività logistiche con la realizzazione di un nuovo enorme capannone che occuperà una superficie di ben 10.000 mq, sia in fase di presentazione del PGT, sia con la presentazione di osservazioni volte ad annullare la realizzazione dello stesso.

Lo facemmo, in un’ottica di medio lungo termine, proprio in considerazione dell’impatto ambientale e sulla salute pubblica che un impianto siderurgico come questo, cui aree residenziali del paese sono ormai confinanti, comportava alla cittadinanza, data la natura, dichiarata dalla stessa azienda, insalubre delle lavorazioni ivi effettuate.

Al contrario, Sindaco ed Assessore dichiararono in pubblica assemblea che l’azienda in questione era da considerare un’eccellenza di cui il paese poteva vantarsi e che la scelta della trasformazione a favore dell'impresa siderurgica costituiva scelta fortemente voluta, scelta politica convinta volta a favorire lo sviluppo dell’attività siderurgica stessa.

Lo studio ARPA, reso noto il 2 dicembre 2014, ha analizzato 13 impianti siderurgici bresciani, tra i quali quello di Ospitaletto, ove sono installati apparati con filtri a carboni attivi e che appartiene ad azienda associata al Consorzio Ramet.
Al momento, in attesa di disporre di copia dello studio completo, non sappiamo se ARPA abbia attribuito alla solo azienda associata al consorzio l’emissione di quasi 2 kilogrammi/anno di PCB nell’atmosfera del paese o se l'abbia riferita anche ad altri impianti siderurgici presenti a Ospitaletto.
Sappiamo però quale sia l'azienda siderurgica confinante con l'area cui è stata cambiata la destinazione d'uso del PGT approvato, così come sappiamo che tale azienda è proprietaria di detta area.

Vi proponiamo ora una piccola ricerca: provate a vedere sul sito del Consorzio Ramet, tra le 23 aziende associate, qual'è l’azienda siderurgica di Ospitaletto?
Lasciamo a voi, cittadini di Ospitaletto, le considerazioni conseguenti.

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Commenti: 1
  • #1

    Federico (giovedì, 18 dicembre 2014 18:22)

    Evidentemente le questioni ambientali del paese si modificano a secondo dove ci si trova in consiglio comunale, se si è all'opposizione, si è sempre più critici anche a costo di farsi dire dal sindaco ( Prandelli) che sulle leucemie si sta facendo del terrorismo, ora lo si ripete verso i cittadini che vogliono o presentano delle insofferenze ambientali e vorrebbero l'amministrazione più attenta, magari come quando era all'opposizione.
    Il futuro dei nostri figli parte principalmente da questo, le costruzioni faraoniche con il tempo svaniscono, per risanare l'ambiente se inquinato, ci vogliono anni ed anni.
    Ciao Federico.